Posizione geografica
A sud delle Alpi, la fascia montuosa tra l'Adige e il Piave, tra la Val Pusteria ed il Bellunese, è caratterizzata dalle poderose guglie dolomitiche. L'angolo più suggestivo delle Dolomiti è dominato dal massiccio del Sella. Dal bastione del Sella si dipartono a raggiera le quattro valli ladine: la Val di Fassa, Livinallongo - Fodom, la Val Gardena e sul versante nord la Val Badia. La parte meridionale della Val Badia, l'ALTA BADIA si adagia dunque nel cuore delle Dolomiti. L'accesso all'Alta Badia, oltre che dalle valli limitrofe può avvenire anche da nord, dalla Val Pusteria.
Museo
A San Cassiano si trova il "Pic museo ladin" che raccoglie alcune delle piú significative testimonianze della storia, della cultura e della tradizione della Val Badia.
Trovate esposto uno scheletro del famoso "ursus speleus" ritrovato nella grotta delle Conturines, una raccolta di fossili di cui la zona dolomitica è assai ricca (fossili di origine sedimentaria e corallina) e una numerosa rappresentazione di attrezzature ed utensili artigianali locali.
ORARIO:
martedí - sabato 16.00 - 19.00
domenica 16.30 - 19.30 |
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23 settembre 1987
Willi Costamoling, noto albergatore della Val Badia, fa un'eccezionale scoperta: inoltrandosi in una caverna delle Conturines, localizzata giá qualche settimana prima durante una delle sue periodiche escursioni alla ricerca di fossili trova, al limitare di una ripida e scoscesa salita, i resti preistorici dell' URSUS SPELEUS.
Questo ritrovamento è stato definito da numerosi paleontologi e studiosi di straordinaria importanza, in quanto si è potuto rilevare che i vari periodi di glaciazione avvenuti nelle Alpi si erano susseguiti ad intervalli assai piú ravvicinati di quanto constatato in precedenza.
Sono stati infatti ritrovati resti che risalgono a 90, 70 e 45 mila anni fa.
Ció fa intendere che l'URSUS SPELEUS popolava le zone dolomitiche negli intervalli di clima temperato, tra una glaciazione e l'altra.
Questo grosso mammifero erbivoro, soprannominato "RE DELLE DOLOMITI" pesava circa 500 Kg ed era il piú grande abitante della zona. Durante la bella stagione pascolava tra gli alti alpeggi preparandosi ai lunghi letarghi invernali che trascorreva nelle caverne.
Sono stati inoltre trovati dei resti appartenuti ad un "leone delle caverne", il quale probabilmente avventurandosi nella grotta alla ricerca di cibo (cucciolo d'orso) è rimasto vittima di una zampata da parte del difensivo genitore.
Molti dei reperti vengono tutt'ora studiati presso l'universitá di Vienna, mentre gli altri si trovano presso la sovraintendenza ai beni naturali di Bolzano.
É prossima l'apertura di un Museo Ladino dove verranno esposti molti dei ritrovamenti avvenuti nell'ormai famosissima caverna delle Conturines.
Benché le ricerche nella grotta siano state momentaneamente sospese, rimane viva in Willi Costamoling l'idea e la speranza di trovarvi testimonianze di un eventuale passaggio dell'uomo preistorico. Vila La "vila" è il piú antico e tipico insediamento umano della Val Badia e trae le sue origini dalla "tambra" retica ovvero la prima testimonianza di baita alpina.
Le "viles" sono dei piccoli agglomerati di abitazioni che, costruite secondo modalitá ben precise, fondevano insieme due diversi modi di vivere: quello piú aperto e sociale introdotto dai romani insieme a quello piú chiuso ed isolato tipico delle popolazioni retiche e Bajuvare.
Si presume che inizialmente la vila fosse abitata da un solo nucleo familiare e che in seguito si sia ampliata con l'annessione di altre famiglie.
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Ogni nucleo familiare appartenente ad una vila possiede due edifici ben distinti: la "ciasa", ovvero l'abitazione vera e propria dove gli alloggi sono situati al piano superiore, mentre il semiinterrato viene occupato dalla cantina, dal magazzino e da un laboratorio. Spesso collegato da un passaggio aereo ed intervallato alla vila da un praticello si trova la "majun", ossia il fienile dove al pian terreno troviamo la stalla e sopra il fienile vero e proprio chiamato "tablé", il quale si protrae oltre i muri della stalla ed è circondato da un ballatoio-essicatoio.
Una particolare attenzione agli splendidi intagli ornamentali nel legno, spesso di antichissima origine simbolica, i quali rappresentano un'anomalia, in quanto l'intaglio del legno non faceva parte dell'antico patrimonio culturale badiota. |
La caratteristica piú importante delle viles è comunque data dai servizi comuni quali la piazza centrale in cui si trovano la fontana, l'abbeveratoio, il forno del pane e l'antica tradizione dello svolgimento comune di molte mansioni come per la costruzione di un nuovo tablé.
Si puó, quindi, intendere la grande importanza che la vila riveste nel campo sociale: essa infatti non si limita ad essere un insieme di abitazioni ma una comunitá basata sulla solidarietá e fraternitá, dove è ancora ben riconoscibile un giusto equilibrio tra uomo ed ambiente.
La sopravvivenza delle viles fino ai giorni nostri è stata indubbiamente facilitata dall'antica regola del "maso chiuso" ancora vigente in tutto l'alto Adige, per cui la proprietá agricola spetta unicamente al figlio maggiore.
Scalate vie ferrate guide alpine
L'Alta Badia, per la sua posizione geografica, costituisce il punto di partenza ideale per itinerari nel cuore delle Dolomiti.
In estate, si può scegliere tra escursioni di vario impegno, percorrere le numerose ferrate della zona oppure apprendere le nozioni base dell'arrampicata frequentando un corso roccia, praticare l'arrampicata o il torrentismo. Per gli amanti delle ascensioni su ghiaccio le montagne che a nord fanno da corona alla vallata rappresentano una meta a portata di mano.
In inverno l'irresistibile richiamo della neve immacolata e di una montagna fatta di silenzio spinge sempre più persone a praticare lo sci alpinismo, la forma originaria e più autentica di questa disciplina. Molti escursionisti hanno scoperto le racchette da neve per ripercorrere i sentieri estivi sotto nuova veste ed infine gli specialisti dell'arrampicata, sempre più numerosi, salgono le cascate di ghiaccio.
La montagna è fatta di percorsi e mete per ogni livello e chiunque può accedervi affrontandola con la dovuta consapevolezza. Affidarsi ad una guida alpina non significa sminuire il valore delle proprie imprese, ma, al contrario, è il modo per assicurarsi le maggiori possibilità di successo e la massima serenità nell'affrontare un'ascensione o una gita.
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